Ho appena finito di leggere un libro stupendo, “Applausi e sputi”, scritto da un giovane giornalista, Vittorio Pezzuto, sul caso di ingiustizia giudiziaria più vergognoso della storia italiana: Enzo Tortora.
E’ un libro che consiglio a tutti: giovani, vecchi, studenti.
Per capire e far conoscere a quale aberrazione si è stati capaci di arrivare, in questo Paese. Un uomo onesto e cristallino, intelligente e coltissimo, ironico e geniale, messo alla gogna mediatica e ridotto cadavere da un giustizialismo folle e da tanti colleghi giornalisti-iene, che son venuti meno al principio fondamentale dell’informazione, quello di verificare sempre una notizia prima di scriverla.
Sulla base di assurde, contraddittorie, approssimative e cervellotiche accuse di un branco di pentiti camorristi in cerca di uno sconto di pena, è stato arrestato, sbattuto in galera e distrutto un uomo perbene, che si ammalò di cancro dopo tre anni di enormi vessazioni.
Vergogna. Vergogna per tutti quelli che lo hanno ridotto così, vergogna!
Io mi vergogno di essere italiano. Tutti dovremmo sentirci un po’ così.
Una preghiera in memoria di un uomo perbene.

Io me lo ricordo quel signore educato.
Certo, ero piccolo per potermi permettere un’opinione, ma quel signore mi piaceva parecchio, anche quando non faceva parlare pappagalli…
E me la ricordo quella faccia triste. Ero piccolo, va bene, ma mi faceva male.
Quanto alla vergogna di essere italiani non saprei dirti: più che di vergogna parlerei di incertezza…
Proprio così: quando vedo cose del genere, quando vedo che Priebke è considerato ospite d’onore per una gara di bellezza, non sono sicuro di essere propriamente italiano, di appartenere a questa “razza”…
Io invece tremo al pensiero che potrebbe bastare una vendetta, per rovinare una persona perbene. Perchè dare più credito ad un criminale pentito che ad una persona onesta?