Where the streets have no name

10 12 2008

dublin-017“I want to run, I want to hide, I want to tear down the walls that hold me inside, I want to reach out and touch the flame…where the streets have no name”.

Quando ascoltavo queste note immortali, era il 1987, avevo solo quattordici anni e quello che ascoltavo era ciò che ascolto ancora oggi: la musica di un gruppo che ha accompagnato tutta la mia formazione, accarezzato ogni attimo di adolescenza, gioventù e tarda gioventù. Quella musica stupenda arrivava da Dublino, e nel microcosmo della mia camera sognavo, un giorno, di poter vedere quei luoghi, di poter toccare con mano e imprimere sulle mie cornee le immagini vive di una città e di quell’Irlanda così idealizzata. Ma a 14 anni le spalle erano ancora debolucce, il coraggio poco, a dispetto della baldanza apparente, e tante erano le cose che ritenevo di non poter fare, a prescindere: prendere un aereo, per esempio. Poi si cresce, si cambia tanto, a volte anche annullando i propri limiti, per crearne e superarne di nuovi, in un’eterna sfida verso il miglioramento di se stessi. Così, 21 anni dopo, quel sogno io l’ho realizzato e sono volato a Dublino, per vivere tre giorni a contatto con la città dei miei U2. Ho visto i loro luoghi, gli studi dove registrano, a Windmill Lane, l’hotel Clarence, del quale sono proprietari, le strade, i pub, il fiume Liffey, la zona del porto che ha fatto da teatro a tanti loro video. Con me c’era mia moglie Francesca, il mio orgoglio e il mio Tutto, la sola donna in grado di capire e assecondare i miei sogni, anche quelli più irriducibilmente adolescenziali. E, per parafrasare la canzone, sono riuscito a correre, ad abbattere i muri che mi portavo dentro, a toccare il fuoco…dove le strade non hanno nome. E neanche limiti.

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Non si può non amarti

5 12 2008

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Tornare dopo quindici anni, scoprire che hai molti più problemi, che il traffico, se possibile, è addirittura peggiorato e il caos regna sovrano. Ma nonostante ciò, non si può restare indifferenti di fronte alla tua bellezza prepotente. Solo un giorno, ma sono contento di averti rivista, cara Partenope, con tutti i tuoi acciacchi sei ancora la gran bella signora del Sud che ricordavo.





Born to run

25 11 2008

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Toronto e il lago Ontario…

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Le cascate del Niagara…Indimenticabili!

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WASHINGTON…

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PHILADELPHIA!

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Sera a NEW YORK.





Hungry Heart

25 11 2008

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Dove ero rimasto? Alle foto del mio matrimonio, naturalmente solo qualche foto…sono tantissime, continuano ad arrivare.

Però, intanto, ecco una selezione di immagini che hanno l’umile intento di trasmettere la magia di un viaggio splendido, molto più di una semplice luna di miele. Gli Stati Uniti, il Canada… città immense, grattacieli e dimensioni urbane inusuali, ma anche una natura prepotente, maestosa, viva. Il mio primo volo lungo (9 ore all’andata e sette e mezza al ritorno), ma non c’è limite, tutto si riesce a fare, soprattutto se il fine è quello di viaggiare e assaporare ogni cosa! Cominciamo da NEW YORK!!!

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Un minuto, solo un minuto per poterti dire…

3 11 2008

E’ davvero strano, il tempo…

Davvero gioca brutti scherzi, il tempo. Davvero, e senza retorica, si può dire che esso sia l’arbitro incontrastato di tutte le nopstre emozioni, e questo è maggiormente vero nel mio caso. Chiudo gli occhi, e mi vedo catapultato nella splendida terra del Salento, già quasi un mese fa. Il giorno prima e poi la notte prima, investito da un’onda d’urto di emozioni come mai mi era capitato di provarne, criptate, indecifrabili, enormi. Otranto che mi ha accolto in quel silenzio irreale, con il mare unico spettatore della mia inquietudine. E quella mattina, che non avrebbe mai potuto essere neanche simile a mille altre mattine…quella mattina invasa da un sole prepotentemente bello, maestoso e allegro, dal mare ancora testimone limpido di un momento che non riuscirò mai più a dimenticare…Quella mattina di quasi un mese fa, ad Otranto, io ti ho sposata Ti ho sposata, Amore mio. Ho sposato il tuo cuore cristallino e ricco, ho sposato la tua bellezza, la tua meravigliosa persona che lascia il segno in chiunque ti incontri, anche solo fugacemente. Sei diventata mia moglie, la mia Luce è diventata Mattino che non conosce il Tempo.





The Waiting

1 10 2008

Tra una settimana esatta mi sposo in quella chiesa che vedete. E’ la Cattedrale di Otranto, in Puglia, anzi in Salento.

Questo è l’interno, con il preziosissimo mosaico sul pavimento.

E queste sono due immagini di Otranto e del suo meraviglioso mare.

Sono solo sette giorni. Io e F. stiamo insieme da quattro anni e sette mesi. E sembrerà strano o banale, ma siamo felici insieme.

Dopo il matrimonio ci aspetta un breve ritorno a Roma, per poi decollare alla volta di New York City. Dieci giorni negli States, tra NY, Philadelphia, Washington, le cascate del Niagara e una capatina in Canada, a Toronto. Sono molto curioso.

Per ora, sono solo molto nervoso.

Un bacio, anzi due, a chi mi legge. Se esiste.





W la “squola”!

22 09 2008

E così ho ricominciato. Giù nel calderone, di nuovo in trincea, ancora qui, sicuramente più attrezzato, fortificato e disincantato. Il prof torna a fare quello che gli piace di più, tra mille ostacoli e nuovi “pischelli” da raddrizzare, cercando di instillar loro, qua e là e senza fretta, un po’ di amore per la cultura. Altre classi, alcune del tutto nuove, per ora un mucchietto di ore di supplenza, sperando di arricchire il carnet. Tante le facce nuove: occhi spauriti e spalle ancora troppo piccole per sopportare il peso della vita nella giungla accanto a facce da schiaffi, spavaldi simulacri di un vuoto famiiare, sociale, umano. E poi loro, che già conosco, che hanno mucchi di ormoni ancora da dispensare, benché non abbiano le idee chiare su come usarli. Loro, che già sommessamente o esplicitamente chiedono di me, protestano o reclamano la mia presenza, o più semplicemente, a modo loro, chiedono una certezza, in questo “mondo freddo e buio” che gliene dà così poche. Ma va bene, va bene così, farò quel che posso, ed anche di più.





Uno vero

15 09 2008

Nella galassia dei miei tanti amori musicali, lui ha sempre avuto un ruolo importantissimo, ed ancora, a distanza di tanti anni, riesce ad emozionarmi.

Ora, in questo istante, mi sta accompagnando in un lungo pomeriggio di riflessione e depressione, di interrogativi ed inquietudini.

Mi accompagna con la sua solita voce ruvida e forte, un’altalena efficace tra la dolcezza e la rabbia.

Bruce è uno vero, uno sempre uguale a se stesso, eppure mai noioso. Uno che ha il rock ‘n’ roll nelle vene, che ama ciò che fa e ci crede, semplice perché solo i semplici diventano dei grandi eroi. Grazie, per il sollievo della tua musica, questo pomeriggio, caro Boss.

“Love with a Jersey girl…”





Mi vergogno di essere italiano

13 09 2008

Ho appena finito di leggere un libro stupendo, “Applausi e sputi”, scritto da un giovane giornalista, Vittorio Pezzuto, sul caso di ingiustizia giudiziaria più vergognoso della storia italiana: Enzo Tortora.

E’ un libro che consiglio a tutti: giovani, vecchi, studenti.

Per capire e far conoscere a quale aberrazione si è stati capaci di arrivare, in questo Paese. Un uomo onesto e cristallino, intelligente e coltissimo, ironico e geniale, messo alla gogna mediatica e ridotto cadavere da un giustizialismo folle e da tanti colleghi giornalisti-iene, che son venuti meno al principio fondamentale dell’informazione, quello di verificare sempre una notizia prima di scriverla.

Sulla base di assurde, contraddittorie, approssimative e cervellotiche accuse di un branco di pentiti camorristi in cerca di uno sconto di pena, è stato arrestato, sbattuto in galera e distrutto un uomo perbene, che si ammalò di cancro dopo tre anni di enormi vessazioni.

Vergogna. Vergogna per tutti quelli che lo hanno ridotto così, vergogna!

Io mi vergogno di essere italiano. Tutti dovremmo sentirci un po’ così.

Una preghiera in memoria di un uomo perbene.





Sometimes you make me feel like I’m living at the edge of the world

8 09 2008

E’ solo un mese.

Manca soltanto un mese, un mese esatto. E poi saremo una cosa sola. Lo siamo già, da tempo ormai. Ma tra un mese lo saremo in modo più profondo, saldo, sacro.

Sono passati quattro anni e mezzo da questa fotografia. Due anime per mano, che camminano lungo il sentiero di Villa Pamphili. Due storie che non si cercavano, o forse sì, sono diventate passione, compagnia, complicità, parole, musica, poesia e notte, cibo e armonia, luce e luna, lingua e silenzio.Siamo cresciuti insieme. Sono la tua “ciliegia compagna di rametto”.

Tra un mese sarai mia moglie, spero anche madre dei miei figli. La gioia è certezza.








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